SZN Dohrn - Aquarium and Research Center

2016 - Naples (IT)

Two stage competition 3rd Prize

" Time is more complex near the sea than in any other place, for in addition to the circling of the sun and the turning of the seasons, the waves beat out the passage of time on the rocks and the tides rise and fall like a great clepsydra."

J. Steinbeck

PROGETTO E MEMORIA

Il progetto non si può immaginare se non a partire dalla manipolazione e trasformazione di una memoria.

E' attorno alla memoria, al vuoto che essa rappresenta che si struttura il nuovo progetto.

La riscrittura, il ricambio, il riuso sono gli elementi essenziali per alimentare ogni organismo vivo (edificio/città), affinchè quello che permane non sia una maschera infingarda e che la mutazione non sia senza senso.

E' necessario trovare un equilibrio dialettico tra quello che permane e quello che muta. Senza la permanenza non vi è trasmissione della cultura, senza mutazione non si darebbe cultura.

LA VASCA URBANA

L'eliminazione del blocco del 1957 che oggi occlude l'originaria pausa tra i corpi ottocenteschi ristabilisce la permeabilità tra il fronte mare ed il lato città che si affaccia sulla Villa Comunale.

Il nuovo ampliamento si inserisce tra gli edifici, rileggendone il ritmo longitudinale e la scansione della facciata. Ripropone lo spazio di transizione e collegamento tra le parti originarie del manufatto storico. Recupera le due facciate storiche ora nascoste.

L'edificio con la sua natura diafana è esso stesso una vasca di osservazione dall'interno e dall'esterno, percepibile attraverso più piani di attraversamento visivo, come negli studi ottocenteschi sul movimento degli organismi marini compiuti da E.J. Marey a Napoli alla presenza del fondatore Anton Dohrn.

La teca di cristallo come una vasca d'acquario di dimensione urbana coinvolge direttamente lo spazio pubblico della villa verso la nuova grande vasca al piano terra e verso gli spazi di ricerca ai piani superiori.

LE ANTICHE FACCIATE RIEMERGONO

Quasi come un'operazione di archeologia del presente, le facciate originarie occultate ed inglobate dall'ampliamento degli anni 50 riemergono scarificate, portando con sé le ferite del tempo.

L'inserimento del nuovo volume all'interno della pausa-vuoto ripristinata tra gli edifici conferisce agli spazi di lavoro progettati ma soprattutto a quelli esistenti un guadagno decisivo in termini di luce e di ventilazione naturale.

MATERIA E CONCREZIONI

Acqua, organismi, minerali e pareti di cristallo sono i materiali del progetto.

Le facciate ritrovate riemergono portando con sé strati di concrezioni, al tempo stesso progetto e memoria.

Il dialogo tra le facciate vecchie/nuove ed i fronti del nuovo volume di cristallo crea un traguardare continuo attraverso le stanze ed in senso ortogonale tra città e mare, tra la Villa e la grande vasca marina. 

La pelle scarificata, con la sua tessitura "minerale" come quella lasciata da vecchi organismi marini, riveste la traccia ricondotta all'essenziale di cornici e fregi ormai consumati dal tempo, portando alla liberazione della forma plastica dal suo abito effimero di stucco, senza occultare risarciture di materiali e tracce delle alterazioni passate.

"(...) la nature s'y manifeste par ses trois regnes, mineral, végétal, animal.(...) On connait la diaphaneité de la mer. On sait que sa limpidité l'emporte sur celle de l'eau de roche. Les substances minerales et organiques, qu'elle tient en suspension, accroissent meme sa transparence."

J. Verne

 

partner: Federico Calabrese

consultants: PCAint srl (administrative management, MEP and sustainability), Interprogetti srl (structure)

Net surface: 769 m2

Total Volume: 2.134 m3